Full immersion sul Bitcoin e la Blockchain!
 Un evento pensato per chi non ha ben compreso di che cosa si tratti e per chi vuole saperne di più sull'”oro digitale”.

Perché è stato creato il Bitcoin?
Chi l’ha inventato?
Chi emette i bitcoin?
Quanti bitcoin esistono e quanti ne verranno generati?
Perché ha valore?
Chi stabilisce il valore di Bitcoin?
Come ottengo bitcoin?
Come “conservo” i bitcoin?
Che cos’è la Blockchain?
Perché la Blockchain NON È più importante del Bitcoin?
Perché dobbiamo diffidare di chi parla di Blockchain senza Bitcoin?

A gran parte di queste domande tenteremo di rispondere nel modo più semplice possibile durante la lezione.

Scegli la data che preferisci!

Le lezioni sono a numero chiuso e non sono ammessi più di sei partecipanti a giornata.
Per informazioni chiama il numero 340.4601061.

Consulta le date disponibili qui:

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Sto studiando un nuovo modo di spiegare il mondo Bitcoin e cryptovalute: meno tecnico, più adatto alle persone che non sono pratiche d’informatica ed economia.
Per questo terrò una lezione completamente gratuita sull’argomento, a numero chiuso e rivolta solo a coloro che vogliono capire le cose e non si limitano ad accettare il mondo così come viene.
Un modo per testare me stesso e i miei ascoltatori!
Prenotare il biglietto è più semplice su Facebook, basta selezionare il numero di persone con cui vogliamo andare, cliccare su Ottieni biglietti e su Conferma. In alternativa clicca su Buy Tikets qui sotto.
Vi aspetto!
Un evento pensato per chi non ha ben compreso di che cosa si tratti e per chi si è appena approcciato ad esso. In caso di richiesta di appuntamenti successivi verrà stabilito un costo per l’ingresso.
La lezione si terrà presso la sede dell’asd Silv.er Academy, via Breglio 83 a Torino, interno cortile, porta rossa.
Per informazioni chiama il numero 340.4601061.

https://www.facebook.com/events/682684628784565/





Trascrizione del video qui in basso.

“Il Bitcoin è un progetto open source: significa che chiunque nel mondo può partecipare, ma non solo! Chiunque può controllare il codice, può vedere se ci sono errori, se ci sono manomissioni; chiunque può prendere il codice, replicarlo (e da qui la nascita di tante altre criptovalute accanto al Bitcoin chiamate in gergo altcoin, cioè alternative coin), può renderlo volendo anche a pagamento, però ci sarà sempre qualcuno che prenderà quel software e lo terrà open source. Bitcoin è stato scritto in modo tale che ci siano in totale 21 milioni di bitcoin.
Come viene creato questo Bitcoin?
Di certo non compare dal nulla.

Viene minato. Cosa fanno i minatori? Prendono la potenza di calcolo del loro computer, la mettono a disposizione della rete per risolvere dei, chiamiamoli, enigmi matematici. Facendo questi calcoli viene tenuta in piedi tutta la rete Bitcoin e vengono assegnati determinati bitcoin ai minatori che riescono a risolvere questi calcoli. In questo momento vengono assegnati 12,5 bitcoin a blocco, cioè ogni 10 minuti un minatore, o un gruppo di minatori che si è messo insieme per avere più potenza di calcolo, riceve 12,5 bitcoin. Da chi? Dal codice: si tratta infatti di un algoritmo, non c’è un’entità centrale che decide a chi dare i bitcoin, e questo è uno dei punti di forza della tecnologia.”

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Trascrizione del video qui in basso.

“Ci troviamo ad Apolloni vicino a Fier, un sito archeologico risalente circa al II sec a.C.
Passeggiare tra questi resti fa riflettere su come gli antichi facessero a scambiare merci e valore: siamo passati dal baratto allo scambio di metalli preziosi, fino ad arrivare all’utilizzo di monete come simbolo di un valore. Ora nel 21esimo secolo ci troviamo di fronte una sfida nuova: l’utilizzo di monete elettroniche dette criptovalute.
La prima criptovaluta in assoluto è stato il Bitcoin, ma prima di capire che cos’è il Bitcoin vediamo perché Bitcoin.

Perché il Bitcoin?

Facciamo un passo indietro. In informatica quello che noi possiamo fare e scambiare informazioni, da cui il termine informatica. Quando noi vogliamo inviare un mp3, una foto, un file multimediale a un nostro contatto, ciò che facciamo è copiare il file che presente sul nostro dispositivo e inviare questa copia al nostro contatto; quindi il file rimarrà fisicamente sul nostro dispositivo fino a quando non lo elimineremo. Prima del Bitcoin non c’era possibilità di scambiare file cedendo la proprietà di questi a qualcun altro, bisognava passare per forza da un intermediario. Quindi se noi su Internet volessimo scambiare valore, volessimo pagare qualcuno, ad esempio per acquistare dei beni su un sito di ecommerce, dobbiamo necessariamente affidarsi a qualcuno tipo Paypal (un terzo) che stabilisca che la nostra quantità di denaro viene ceduta al commerciante. In questo caso tra privati non è possibile scambiare valore, o meglio non lo era fino al 2008, anno in cui una persona, o un gruppo di persone, chiamato Satoshi Nakamoto, scrisse quello che in gergo si chiama whitepaper, cioè un documento nel quale veniva illustrato come la tecnologia alla base di Bitcoin funzionasse: quello che ci permette di fare Bitcoin è scambiare del valore tra una persona e un’altra persona senza l’intermediario, in questo caso costituito ad esempio dalla banca o da Paypal.

Questo scambio è, se ci pensate, una rivoluzione perché è come tornare indietro nel tempo, prendere un pezzo d’oro e darlo qualcun altro per avere in cambio della merce senza dover passare da uno Stato o da una banca per cambiare questo in titoli al portatore. Questo è il “perché Bitcoin?”, questo è l’inizio del viaggio.”

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La corsa all’oro digitale è ormai cominciata da qualche anno, anzi si può dire che negli ultimi mesi abbia iniziato a rallentare; da quando il valore di Bitcoin è passato da circa 20000 USD agli attuali 6-7000, lo slancio iniziato alla fine 2017 e che ha coinvolto tanti nuovi potenziali utilizzatori che mai prima di quel momento avevano sentito parlare di Bitcoin e cryptovalute, pare aver subito una bella batosta.

Nonostante ciò, sul territorio italiano, l’installazione di ATM, macchinari che permettono la conversione di valute fiat come l’euro in Bitcoin, non si è arrestata ma al contrario è aumentata. Pare che anche alcuni centri commerciali abbiano iniziato ad averli al loro interno.

Sembra tutto positivo per la diffusione del Bitcoin, giusto?

Ecco, io sostengo che invece… non dovremmo avere ATM Bitcoin (non per il momento)!

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Nel momento in cui scrivo coinmarketcap registra 2235 tra token e coin listati.
I puristi di Bitcoin (chiamati Bitcoin maximalists) senza dubbio direbbero che ci sono 2234 crypto di troppo!

È innegabile il fatto che il mercato delle cryptovalute sia legato al Bitcoin, dopotutto quando acquistiamo delle crypto o guardiamo il prezzo in usd oppure in BTC. Insomma, il Bitcoin è il nostro metro di giudizio e confronto: se sale lui, tipicamente si trascina dietro tutte le altcoin (idem se scende). Noi che magari massimalisti non siamo, possiamo affermare con sicurezza che oggettivamente la stragrande maggioranza di queste crypto non siano altro che progetti di marketing o altcoin senza una reale utilità, ma riconosciamo altresì la necessità di diversificare il portfolio e apprezziamo i progetti che, dopo un’attenta analisi, ci sembrano innovativi.

Per questo motivo, dopo tanto studio e alcune batoste, sto cercando di limitare il mio portfolio a cinque o sei elementi di questo tipo:

  • 1-2 “monete”,
  • 1-2 crypto con Smart Contract,
  • 1-2 utility token

Se avete letto l’articolo Token vs Coin: c’è differenza? capirete perché qui sopra ho specificato “monete” e “utility token”.

Ma vediamo quali sono i progetti in qui credo di più.

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Recentemente ho letto questo bell’articolo/guida di Gabriele Venturi Come ho creato la mia Criptovaluta, che in modo molto chiaro fa capire come sia semplice creare un token su blockchain Ethereum sfruttando il wallet ufficiale e una serie di stringhe in Solidity, il linguaggio di programmazione sviluppato da Ethereum.

Approfitto dunque dello spunto fornito da questo articolo per vedere assieme a voi che cos’è un token, cos’è una coin e quali siano le differenze nel “calderone” delle cryptovalute.

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