Uno dei miti da sfatare riguardanti Bitcoin è legato al costo per transazione (commissioni di mining).
Nello specifico, il mito è: “Più l’importo della transazione è elevato, maggiore è la spesa in commissioni.
Questo equivoco è probabilmente dovuto a ciò che avviene con i sistemi di pagamento classici, specialmente con i pagamenti transnazionali: solitamente si paga una commissione in percentuale al transato.

Con Bitcoin le cose funzionano diversamente: ci si potrebbe potenzialmente trovare nella situazione in cui trasferire un miliardo di dollari in bitcoin costa meno che trasferire pochi USD.

Come mai?
Quando trasferiamo bitcoin, il nostro wallet costruisce la transazione, aggregando delle quantità di BTC disponibili.
Immaginiamo il nostro wallet Bitcoin come un classico portafoglio per i contanti. Al suoi interno abbiamo qualche banconota da 10 euro, qualcuna da 20, alcune monete e così via, per un totale di 130 euro.
Nel caso dovessimo pagare una bene o servizio che costa 100 euro, dovremmo ovviamente sommare le varie banconote fino a raggiungere la cifra richiesta. Se superiamo la cifra e paghiamo, otterremo un resto (nel caso in cui ad esempio pagassimo con una banconota da 50 e tre da 20 euro).

Continue reading →


Se avete chiaro il funzionamento di Bitcoin saprete che i bitcoin, intesi come unità informatica, non esistono; quando ci si scambia dei bitcoin si aggiorna in realtà un registro pubblico che certifica la proprietà degli stessi (la blockchain), firmando le transazioni con la nostra chiave privata, l’unico dato informatico realmente in nostro possesso. Quindi, non spostiamo bitcoin ma ne aggiorniamo la proprietà.

Per eseguire queste transazioni abbiamo bisogno di un portafoglio, in inglese wallet. Esistono diversi wallet, il più delle volte open source e gratuiti, ma possiamo distinguerne sostanzialmente due tipologie: i full node wallet e i wallet SPV (Simplified Payment Verification).

Continue reading →